Ultima modifica: 6 settembre 2017

CONCORSO” VIVI VEJO”  – PREMIO DI POESIA CALAMANDREI – CONCORSO  DI  POESIA  ROMANESCA “G.G.BELLI” a.s. 2016/17

UN PREMIO TIRA L’ ALTRO

CONCORSO” VIVI VEJO”  – PREMIO DI POESIA CALAMANDREI – CONCORSO  DI  POESIA  ROMANESCA “G.G.BELLI” a.s. 2016/17


Hanno partecipato gli alunni della classe III  B  a T.P. della Scuola Buozzi seguiti dalla professoressa Alessandra Patrizi. Ecco i lavori di Catalina Popov (primo premio  Concorso ViviVejo); Gaia Fiorello (secondo premio Scuole sec. I grado Premio di poesia Calamandrei), Lorenzo Garcia, Catalina Popov, Denisa Leat, Angelica Serri (poesie finaliste al Premio Calamandrei); Monalisa Cretu (poesia finalista al Concorso di poesia romanesca).


 

Concorso Letterario “ViviVejo” 2017

Presidente della Giuria il giornalista Paolo Pagliaro

FARE DEL BENE, FACENDOSI DEL BENE

 

            ‘’Chi fa volontariato vive una vita felice’’. Quanto significato può avere una frase composta da solo sette parole? Non si può capire questa frase se non si capisce il vero significato della parola ‘’volontariato’’.

            Il volontariato è un’attività libera e gratuita svolta per ragioni di solidarietà: un sentimento di fratellanza, di vicendevole aiuto, materiale o morale. Quest’attività può essere rivolta a persone in difficoltà e di queste ce ne sono tantissime. Tante sono le persone che non hanno una casa dove vivere, una famiglia, un pezzo di pane. Noi magari tutto questo non lo vediamo perché pensiamo solo a noi stessi, pensiamo solo alle persone più vicine e facciamo male. Non prestiamo attenzione a chi è in difficoltà e invece dovremmo farlo, eccome se dovremmo farlo! Si deve guardare anche intorno e porgere una mano, un piccolo aiuto, non importa quanto e come. L’importante è farlo.  L’attività di volontariato può essere rivolta anche alla tutela e valorizzazione dell’ ambiente. Chi sono dunque queste persone che in modo spontaneo si rendono disponibili al servizio gratuito e disinteressato di qualcuno o di una comunità dedicando tempo, professionalità e passione? Passione, che bella parola… Queste persone vengono chiamati ‘’volontari’’, nome da cui deriva il sostantivo ‘’volontariato’’. Il volontario, dunque, è una persona che impiega liberamente, il proprio tempo e le risorse al servizio di chi, lasciato da solo, non sarebbe in grado di riuscire nella vita. E’ una persona che compie una scelta spontanea, deliberata, non forzata.

            La professoressa di italiano ci aveva dato da fare una ricerca sul volontariato. Il giorno seguente ne abbiamo parlato anche in classe. Mentre ascoltavo la professoressa, ho sentito un forte bisogno di approfondire l’argomento. Certi argomenti sono proprio dei ‘’ladri’’, rubano l’attenzione in pochi secondi. Quest’ argomento mi ha colpito particolarmente forse perché quando ero in Moldavia dedicavo anch’io del tempo alle persone in difficoltà. I bisognosi, i poveri non devono essere dimenticati, al contrario, devono rappresentare una priorità nell’organizzazione sociale. Mi piacerebbe fare la volontaria, non so perché ma mi attira molto quest’attività. Non capisco questa forte attrazione verso questo lavoro ma ci voglio provare. Vorrei fare una nuova esperienza, anche se già ci sono passata vorrei entrare nei dettagli. Il volontariato comunque è sempre una testimonianza umana che influisce dove si fanno le scelte più importanti. Forse se ci aiutassimo un po’ di più il mondo potrebbe cambiare, poco ma abbastanza da vivere tutti bene.

            L’unione fa la forza. Quanta verità! L’altro giorno mentre parlavamo di questo argomento mi è venuta un’idea che secondo me potrebbe servire molto, la mia idea era quella di organizzare un po’ la nostra classe, di pulirla prima che finisse la scuola, così a settembre quando verranno altri alunni potranno apprezzare il lavoro fatto. Lo stesso dovrebbero fare anche le altre classi, la scuola allora sarà più bella, più pulita.

Volontariato è anche questo e penso sia una bella cosa da fare.

 

Catalina Popov – classe III B


Premio di Poesia Calamandrei

IL MIO MONDO

 Leggere è uno sfogo,

quasi come un gioco.

Ti aiuta a superare

quei momenti in cui vorresti mollare.

Se ti vuoi divertire oppure rilassarti,

un libro è il posto più sicuro in cui rifugiarti.

Un libro ti apre le porte,

un libro ti cambia la sorte!

            Gaia Fiorello – classe III B

 

LA ROMANELLI

 Eccola là,

che entra in classe con i suoi ricci ballerini,

in classe cala il silenzio e fanno tutti i carini,

si mette seduta, apre il registro per vedere chi interrogare

e a me vien voglia di scappare!

Ovviamente chiama “Lorenzo!” con la sua voce da carnevale,

e mentre mi alzo, i miei compagni mi preparano il funerale.

            Lorenzo Garcia – classe III B

 

LEI

Mi domando spesso: “ma lei come ci riesce?”
Eccola lì, che ti guarda con il suo meraviglioso sorriso
Che mai nessuno potrebbe sostituire.
Lei, la persona che ti ha dato vita
Lei, che sopporta qualsiasi cosa
Lei, che farebbe di tutto pur di vederti felice
Lei, che anche se la fai arrabbiare fa finta di niente
Lei, che riesce a strapparti un sorriso anche quando sei triste
Lei, che ti sgrida ma poi ti abbraccia dolcemente
Lei, che ti accompagna dappertutto
Lei, l’unica che ti dà la buonanotte più sincera
Lei, che soffre, piange ma ha sempre la forza di andare avanti
Lei, che ti aiuta a superare ogni difficoltà
Lei, che ti capisce all’istante
Lei, che ti fa divertire come nessuno
Lei, che ha sempre il consiglio pronto
Lei, che dovrebbe essere chiamata “eroina” e non mamma
É lei che amerò per tutta la vita!

 

             Popov Caterina – classe III B

LASCIO TUTTO

Lascio cadere l’ ombra del mio silenzio

e, con essa, la paura del reale

nascosta dietro ai miei pensieri.

 

            Denisa Leat  –  classe III B

 

L’OCCHI TUA

 L’ occhi tua,

cavolo com’ erano!

Du lampioni verdi.

Quell’ occhi che quanno entravo a casa, me sorridevano

loro e no le labbra tue.

Ora quell’ occhi nun ce stanno più, so volati ‘n cielo.

Ce credo, perché me dovevo tene’ ‘na bellezza così solo pe’ me?

Ora stanno a splende là su,

illuminano anche ‘a più buia notte de dicembre..

Quell’ occhi  falli splende ancora là su

e faje vede’ che l’ occhi tua

so’ li migliori.

            Angelica Serri – classe III B


Concorso di Poesia Romanesca

‘N OMO SOLO

‘o vedi là, solo

‘o vedi là, ‘n omo,

disperso in ‘na bellezza grigia,

quasi nera

quasi incompleta

come se je mancasse quarcosa.

‘o vedi là,

che se ne sta a sede’

su ‘na panchina solitaria,

se siede piano piano,

come volesse ferma’ er tempo,

quasi vuoto

quasi profondo.

‘o vedi là

e nun te stanchi de guardallo.

‘o vedi là,

come ogni giorno,

quasi freddo

quasi bello.

E non lo vuoi vedere

ma lo guardi comunque

ed è quasi sul punto di

sorridere

sul punto di vivere.

E lo guardi, lo fissi,

gli sorridi.

            Monalisa Cretu – classe III B